Il nome della corte

Il conte, i Turchi, il cavallo

C'è una strada, a Bagnolo del Salento, che secondo la tradizione locale fu percorsa da un cavaliere privo della testa. Da quella strada, e da quel nome, nasce Corte Acquaviva.

La cronaca

Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona

Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona nacque ad Atri, in Abruzzo, intorno al 1428. Settimo duca di Atri e fondatore di Giulianova, apparteneva alla potente casata degli Acquaviva, una delle "sette grandi case" del Regno di Napoli. Nel 1456 sposò Caterina Orsini del Balzo, figlia del potentissimo Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto e duca di Bari, acquisendo vasti possedimenti in Puglia. Fu uomo d'arme al servizio della Corona d'Aragona, luogotenente durante la drammatica stagione dell'invasione ottomana del Salento.

Nell'estate del 1480 i Turchi di Gedik Ahmet Pascià espugnarono Otranto, dando avvio a uno degli episodi più cupi della storia pugliese. Il conte Giulio, accampato con i suoi cavalieri a Sternatia, fu il primo ad accorrere in Terra d'Otranto con i suoi uomini, nel tentativo di riconquistare la città: le cronache del tempo lo descrivono come un abilissimo spadaccino, molto temuto tra le file nemiche.

Giulio Antonio Acquaviva

Il contesto

L'estate che sconvolse il Salento

Otranto, 1480
Mehmet II

Nell'estate del 1480 la flotta ottomana guidata da Gedik Ahmet Pascià, al servizio del sultano Mehmet II "il Conquistatore", sbarcò sulle coste salentine e pose l'assedio a Otranto. Alla caduta della città seguì l'eccidio degli Ottocento Martiri, ancora oggi ricordato nella Cattedrale otrantina. Il conte Giulio Antonio Acquaviva fu il primo ad accorrere in Terra d'Otranto, con i suoi uomini, nel tentativo di riconquistare la città.

Il passaggio da Bagnolo

L'ultima cavalcata del conte

Giulio Acquaviva

Il 7 febbraio 1481, mentre inseguiva un reparto turco, cadde in un'imboscata nei pressi di Minervino di Lecce, e colpito al collo da un fendente di scimitarra, morì.

Le cronache raccontano che il conte Giulio restò saldo in sella e il destriero, imbizzarrito, non si fermò: proseguì la sua corsa per chilometri, portando il corpo del suo signore verso Sternatia, dove era accampata la guarnigione.

Fu lungo quella corsa che il cavallo passò accanto alla chiesa di Bagnolo, mentre all'interno si stava celebrando la messa. È qui, sulla strada che oggi attraversa il paese e che costeggia la nostra corte, che il corpo del conte sarebbe per la prima volta scivolato dalla sella.

Il suo corpo rimase dritto in sella e fu condotto dal cavallo nei pressi della chiesa di Bagnolo, mentre si celebrava la messa, dove infine cadde. Tradizione storiografica locale, ripresa da fonti enciclopediche moderne

La testa, sottratta dai Turchi come trofeo, fu issata sulle mura del castello di Otranto e in seguito inviata in dono al sultano a Costantinopoli.

La leggenda

Il cavaliere senza testa del Salento

Dove finisce la cronaca inizia il racconto popolare, tramandato di generazione in generazione nelle campagne tra Otranto, Sternatia e Galatina.

Il cavaliere che non si arrende

Si narra che, anche privo della testa, il conte Giulio abbia continuato a combattere per un lungo tratto, brandendo la spada e seminando il panico tra i nemici, come posseduto da una forza che andava oltre la morte stessa.

Le notti di agosto

Ancora oggi, secondo il folklore locale, nelle notti d'agosto qualcuno racconta di aver visto un cavallo al galoppo con in sella un cavaliere senza testa, la spada levata contro nemici che non ci sono più.

Da Sternatia a Galatina

A Sternatia, nel cortile di Corte Vinella, una scala e una statua ricordano ancora oggi il cavaliere decapitato. Il racconto, con piccole varianti, è diventato parte del patrimonio orale di tutto il Basso Salento.

Illustrazione — la corsa notturna
Sono molte le persone che giurano di aver visto, nelle notti di agosto, un cavallo montato da un cavaliere senza testa che agita la spada nell'aria. Tradizione orale salentina, da fonti di divulgazione storico-folkloristica

Il nome della corte

Perché "Corte Acquaviva"

Quando abbiamo scelto il nome per la Corte, non potevamo ignorare la storia che attraversa Bagnolo del Salento fin dal Quattrocento.

Chi soggiorna da noi cammina, senza saperlo, sulla stessa strada che ha visto passare quel cavallo senza il suo cavaliere.

VIA Giulio Acquaviva BAGNOLO DEL SALENTO

Fonti consultate

  • Giovanni Michele Marziano, Successi dell'armata turchesca nella città d'Otranto nell'anno MCCCCLXXX — cronaca cinquecentesca dell'assedio di Otranto
  • Antonio De Ferrariis, detto il Galateo, De situ Iapygiae — testimonianza umanistica salentina sul contesto dell'invasione ottomana
  • Voce enciclopedica "Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona" — per i dati biografici e genealogici del conte
  • Studi genealogici sul Ducato di Atri e sulla casata Acquaviva d'Aragona — per i legami con gli Orsini del Balzo e il Principato di Taranto
  • Fondazione Terra d'Otranto — approfondimenti storiografici sulla figura del conte Giulio Antonio Acquaviva
  • Ricerche storiche locali sull'assedio di Otranto del 1480 e sui suoi riflessi nel Basso Salento
  • Tradizione popolare di Sternatia (Corte Vinella) e racconti orali del Basso Salento sul "cavaliere senza testa"

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